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LA DEGENERAZIONE MACULARE LEGATA ALL’ETÀ

La degenerazione maculare, detta anche, in sigla, DMLE (Degenerazione Maculare Legata all’Età), oppure AMD, acronimo inglese di Age–related Macular Degeneration, è una frequente malattia oculare che può presentarsi dopo i 50 anni ed è la più frequente causa di perdita della visione centrale.

La MACULA è la parte centrale della retina, come il centro di un bersaglio. La sua funzione è quella di distinguere i particolari fini.
E’ indispensabile per riconoscere, durante la lettura, un carattere da un altro o, nella visione da lontano, i tratti di un   volto. Ci consente di SCRIVERE,  LEGGERE, GUIDARE.
Quando la macula si ammala, non si riescono più a percepire i particolari delle immagini, mentre le restanti parti periferiche della retina, che  non  vengono MAI interessate dalla patologia, continuano a funzionare normalmente.

macula

Il DANNO maculare determina:

 

1. inizialmente un’alterata visione dei colori e del contrasto.
2. Una riduzione dell’acuità visiva (riduzione della vista).
3. Una deformazione dell’immagine (METAMORFOPSIA) e la scomparsa   di una parte di essa.
4. Negli stadi più avanzati si percepisce una macchia nera al centro del campo visivo, che rimane centrale anche con i movimenti dell’occhio, impedendo la lettura (SCOTOMA CENTRALE).

riduzione dell'acuità visiva

Riduzione Dell’acuità Visiva

test di amsler

Test Di Amsler Con Deformazione Dei Quadretti (Metamorfopsia)

scotoma centrale

Scotoma Centrale

Esiste una forma iniziale, che non comporta importanti alterazioni visive, ma che può evolvere in due forme avanzate, seriamente invalidanti:
una maculopatia secca(DRY) ed una maculopatia umida (WET).

degenerazione maculare

Nella MACULOPATIA SECCA (90% dei casi) il difetto di nutrimento è tale da far atrofizzare la retina,  rendendola più sottile in modo irreversibile.

 

Nella MACULOPATIA UMIDA (10% dei casi) le alterazioni del metabolismo comportano la crescita di nuovi capillari o CNV(Choroidal NeoVascularization) nel tentativo di opporsi al difetto di apporto di ossigeno.

 

Purtroppo questi neovasi sottoretinici, che si formano sotto la macula, per la loro fragilità, lasciano fuoriuscire liquidi e sangue, che causano il danno.

neovasi coroideali

DEGENERAZIONE MACULARE SENILE: FORMA ESSUDATIVA (NEOVASCOLARE)

neovasi sottoretinici

RETINA NEOVASI SOTTORETINICI CON LIQUIDO COROIDE

degerazione senza essudazione

DEGENERAZIONE MACULARE SENILE SENZA ESSUDAZIONE

Il trattamento della degenerazione maculare senile segue linee guida che comprendono iniezioni intravitreali, terapia fotodinamica, laser e intervento chirurgico di traslocazione maculare.

terapia laser

LASER             

terapia fotodinamica

TERAPIA FOTODINAMICA

iniezione intravitreale

INIEZIONE INTRAVITREALE DI ANTIANGIOGENICI.

I farmaci antiangiogenici sono anticorpi monoclonali che attaccano selettivamente i vasi in proliferazione e ne bloccano lo sviluppo.
Attualmente in commercio sono disponibili 3 farmaci antiangiogenici (Lucentis, Macugen e Avastin), che vengono iniettati all’interno dell’occhio (in camera vitrea) e che selettivamente si legano al principale fattore di crescita dei neovasi (il VEGF), bloccandolo (farmaci antiVEGF).

Il PROTOCOLLO adottato dal DR.PANICO, prevede un ciclo di tre iniezioni endovitreali ad un mese di intervallo,  come terapia d’attacco.
Poi controlli ripetuti ogni mese con OCT e più raramente fluorangiografia.
Se l’OCT è positivo per una recidiva, si pratica una nuova intravitreale.
È qui che si può cercare di intervenire chirurgicamente con la traslocazione retinica
Quando questi trattamenti falliscono o non possono essere eseguiti, l'evoluzione delle forme più severe di AMD (SECCHE E UMIDE), va verso una  progressiva perdita della vista.
E’ possibile ruotare la retina in maniera sufficiente per "spostare" la macula dall'epitelio pigmentato malato ad una zona in cui l'epitelio pigmentato è più sano e dove può, quindi, riprendere a funzionare.

Il REPARTO del Dr. PANICO è UNO DEI SOLI 5 CENTRI ITALIANI OVE SI PRATICA QUESTO DIFFICILE INTERVENTO

amd e invecchiamento

La Degenerazione maculare umida può comparire anche in persone già colpite da quella secca e determina una grave riduzione visiva nella maggior parte dei casi.


La degenerazione maculare senile può colpire solo un occhio o entrambi, anche se ciò potrebbe accadere in tempi diversi.


La possibilità di sviluppare la malattia anche nell’occhio controlaterale è del 7% l’anno.
Attualmente si può affermare che nella popolazione anziana ne risulta colpito, in varia misura, 
un ultrasettantacinquenne ogni tre.


in ITALIA gli ultra 50enni colpiti potrebbero essere oltre 3,5 milioni.

 

FAQ DEGENERAZIONE MACULARE SENILE

 

QUALI SONO LE CAUSE DI DEGENERAZIONE MACULARE?

Le cause sono una combinazione di fattori genetici e ambientali. Essi determinano un invecchiamento dei tessuti della macula.

Quando i raggi ultravioletti (UV) della luce solare penetrano nell’occhio interagiscono con l’ossigeno formando delle molecole particolarmente aggressive, denominate radicali liberi, che danneggiano i coni e i bastoncelli. 

degenerazione maculare
patogenesi dell'amd

Queste sono le cellule deputate alla visione. Dalle cellule danneggiate si producono materiali di scarto che formano cumuli giallastri nello spessore della macula, chiamati DRUSEN

drusen

QUALI   E QUANTE SONO LE FORME DI DEGENERAZIONE MACULARE?

Esiste una forma iniziale, che comporta importanti alterazioni visive ma che può evolvere in due forme avanzate, seriamente invalidanti:
una maculopatia secca ed una maculopatia umida.

forme degenerazione maculare

Nella MACULOPATIA SECCA (90% dei casi) il difetto di nutrimento è tale da far atrofizzare la retina, rendendola più sottile in modo irreversibile.

Nella MACULOPATIA UMIDA (10% dei casi) le alterazioni del metabolismo comportano la crescita di nuovi capillari, nel tentativo di opporsi al difetto di apporto di ossigeno.
Purtroppo questi neovasi sottoretinici , che si formano sotto la macula, per la loro fragilità, lasciano fuoriuscire liquidi e sangue, che causano il danno.

neovasi coroideali

DEGENERAZIONE MACULARE SENILE: FORMA ESSUDATIVA (NEOVASCOLARE)

 

SI PUÒ PREVENIRE LA DEGENERAZIONE MACULARE SENILE (AMD)? 

 

degerazione maculare senile senza essudazione

Retina
Neovasi sottoretinici con liquido
Coroide

DEGENERAZIONE MACULARE SENILE SENZA ESSUDAZIONE

fattori di rischio

L’AMD è una malattia multifattoriale correlata alla predisposizione genetica, all'invecchiamento, all'esposizione ad ambienti sfavorevoli e allo stile di vita.
1.  L’ETA’ è il principale fattore di rischio.
la Degenerazione maculare senile colpisce il 30% delle persone con oltre 75 anni.
2.  EREDITARIETA’.
Quando in famiglia esistono casi di degenerazione maculare (DMLE), il rischio che un altro membro nella famiglia sviluppi la malattia aumenta di 19 volte.
L’incidenza dei casi famigliari è compresa tra il 5% e il 20%.
3. SESSO E RAZZA.
Una donna di oltre 75 anni ha il doppio di probabilità di un uomo della stessa età  ed i soggetti di razza bianca hanno una probabilità più alta rispetto a quelli di razza nera.

Non si può cambiare la propria età, il proprio sesso o il proprio albero genealogico, né tantomeno la razza, ma per proteggere gli occhi si potrebbero modificare alcune abitudini.

4. MALATTIE CARDIACHE.
Pressione alta del sangue o cardiopatie riducono la circolazione sanguigna a livello degli occhi.


5. LUCE SOLARE.
Le cellule della macula sono molto sensibili alla luce solare. Le persone con gli occhi chiari sono più facilmente soggette al danno indotto dal sole.

6. DIETA.
Le cellule maculari sono estremamente sensibili al danno dei radicali liberi.
Stretto controllo del colesterolo,dei grassi saturi e dell’alcool.

7. FUMO.
l fumo, riducendo la quantità di antiossidanti protettivi presenti nell'occhio, aumenta di oltre il doppio il rischio di comparsa della Degenerazione maculare senile.

 

 

Cosa si può fare 
per proteggere i propri occhi?


Portare occhiali da sole quando ci si espone a sorgenti di luce ultravioletta.
Indossare cappelli con visiera per proteggere gli occhi dai raggi del sole diretti o riflessi.

• Mantenere la pressione sanguigna ed il livello del colesterolo nei limiti consigliati.
• Tenere sotto controllo eventuali disturbi cardiovascolari.
• Condurre una sana attività fisica regolare.
Mangiare pesce con regolarità

NON fumare o - meglio ancora - non iniziare neanche.
• Limitare i grassi saturi nella propria dieta.
• Limitare l'assunzione di alcool.

• Seguire una dieta povera di grassi e ricca di frutta e di verdura a foglia verde.
Se si è consapevoli di non raggiungere con la dieta un sufficiente apporto dei nutrienti necessari, si può ricorrere ad integratori contenenti quantità bilanciate di antiossidanti, tra cui la Luteina.

obesità

Il danno ossidativo fotochimico costituisce un aspetto importante nella patogenesi dell’AMD.

Il selenio e altri oligoelementi contribuiscono ad assicurare l'efficienza di complessi enzimatici essenziali nell'ambito delle difese contro lo stress ossidativo.

Le vitamine antiossidanti A, C ed E sono in grado di svolgere un ruolo profilattico nei confronti del danno maculare legato all'età.

I carotenoidi proteggono l'area maculare.

Gli acidi grassi omega 3 sono fondamentali per le loro funzioni strutturali e per modulare l’infiammazione.

 

QUALI SONO LE TERAPIE?
 

terapie e farmaci antiangiogenici

I farmaci antiangiogenici sono anticorpi monoclonali che attaccano selettivamente i vasi in proliferazione e ne bloccano lo sviluppo, senza intaccare il tessuto fisiologico ed attualmente costituiscono la terapia elettiva per le forme essudative di AMD.

il trattamento porta a remissioni e marcati miglioramenti, ma il paziente deve essere seguito perché vi è sempre il rischio di recidiva.

Il blocco dei neovasi è temporaneo, essendoci uno stimolo cronico allo proliferazione vascolare.
Dopo uno, due anni di terapia si possono osservare delle guarigioni stabili.

Attualmente in commercio sono disponibili 3 farmaci antiangiogenici (Lucentis, Macugen e Avastin), che vengono iniettati all’interno dell’occhio (in camera vitrea) e che selettivamente si legano al principale fattore di crescita dei neovasi (il VEGF) bloccandolo (farmaci antiVEGF).

Il PROTOCOLLO adottato dal DR.PANICO prevede un ciclo di tre iniezioni endovitreali ad un mese di intervallo,  come terapia d’attacco.

Poi controlli ripetuti ogni mese con OCT e più raramente fluorangiografia.

Se l’OCT è positivo per una recidiva, si pratica una nuova intravitreale.

iniezione intravitreale di antiangiogenici

 iniezione intravitreale di antiangiogenici.


Viene effettuata un’anestesia topica in sala operatoria per garantire la massima sterilità e al termine dell’iniezione viene applicata una medicazione.
Dallo stesso giorno s’inizia la terapia mediante colliri antibiotici per 5 giorni ad evitare complicanze di tipo infettivo.

 

Notiamo l’importanza data attualmente all’OCT che evita altri esami invasivi con endovene di coloranti.
 

terapia fotodinamica

La Terapia Fotodinamica con verteporfina (o PDT), che prevede l’iniezione endovenosa di una sostanza fotosensibile (ossia sensibile alla luce), che, attivata da una luce non termica, provoca la chiusura dei neovasi sanguigni senza deteriorare gli altri tessuti sani. Tale terapia viene eseguita in Ospedale o presso centri specializzati ed a volte deve essere ripetuta. Dopo l’introduzione dei farmaci antiVEGF, non viene più usata nella routine, ma solo in casi particolari. 

terapia fotodinamica con veterporfina

La laserterapia si è dimostrata utile nel ridurre la perdita visiva centrale a lungo termine, dovuta ad alcune forme di neovascolarizzazione.
Solo una piccola parte dei pazienti può, però, essere trattata con il laser:
1. Quando la membrana è fuori dalla macula (extra-foveale o juxta-foveale),
2. Se la lesione è molto piccola e circoscritta.
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TRASLOCAZIONE RETINICA

Quando questi trattamenti falliscono o non possono essere eseguiti, l'evoluzione delle forme più severe di AMD (SECCHE E UMIDE), va verso una progressiva perdita della vista.

È qui che si può cercare di intervenire chirurgicamente con la traslocazione retinica

panico sala operatoria

L’idea di far ruotare la retina all’interno dell'occhio, in modo da spostare la macula in una zona in cui l'epitelio pigmentato è sano, nasce dall'osservazione che la malattia non danneggia direttamente la retina, ma lo strato sottostante che la nutre (l'epitelio pigmentato).

Si tratta di un'operazione complessa, non priva di rischi, ma che può restituire un'autonomia visiva a chi la sta perdendo completamente.

Questa tecnica chirurgica consente di migliorare la lettura da vicino nel 30% dei casi e di stabilizzare la situazione, nel 50% dei pazienti operati.
Nel restante 20% dei casi non si hanno, invece, risultati positivi.

Il recupero funzionale richiede pertanto buone condizioni della retina circostante. Per questo è necessario eseguire pre-operatoriamente un’esame specifico (la Microperimetria) nell’occhio interessato per stabilire l’effettiva capacità visiva delle zone retiniche circostanti.
 

Il candidato ideale all'intervento di traslocazione retinica è un monocolo i cui  sintomi siano comparsi da meno di sei mesi, con deficit della capacità di lettura da vicino da non più di tre mesi.

Si esegue una vitrectomia mini-invasiva 25G e si provoca un distacco di retina iniettando del liquido attraverso minuscoli forellini.

Si procede quindi a tagliare  la retina lungo la periferia su 360 gradi.

E’ così possibile ruotare la retina in maniera sufficiente per "spostare" la macula dall'epitelio pigmentato malato ad una zona in cui l'epitelio pigmentato è più sano e dove può quindi riprendere a funzionare. Si conclude iniettando olio di silicone, che stabilizza la retina, intanto che il trattamento laser per 360 gradi, produca una perfetta adesione.
Poiché la retina è stata ruotata, anche la visione con quell'occhio risulterà ruotata. Si esegue un piccolo intervento per indurre una contro-rotazione dei muscoli oculari, in concomitanza con l’asportazione dell’olio di silicone.


Il REPARTO del Dr. PANICO è UNO DEI SOLI 5 CENTRI ITALIANI OVE SI PRATICA QUESTO DIFFICILE INTERVENTO.

 

Come si fa la diagnosi di DEGENERAZIONE MACULARE SENILE (DMSE)?


La diagnosi di DEGENERAZIONE MACULARE SENILE può essere fatta esclusivamente da un oculista, mediante:


L’OFTALMOSCOPIA

Durante la visita oculistica standard permette l’osservazione diretta della retina, della macula e del punto in cui il nervo ottico si collega al bulbo oculare (papilla).


Può essere effettuata con sistemi di osservazione diversi:

1. Oftalmoscopio diretto.

2. Oftalmoscopio indiretto.


3. Biomicroscopia con varie lenti.


 

oftalmoscopia

L’OCT

OCT è l’acronimo inglese di Tomografia a Coerenza Ottica, esame moderno e non invasivo, indispensabile nella diagnosi e a fornire una quantificazione del problema.

Non c’è contatto tra la sonda e le strutture dell’occhio, ma solo un raggio luminoso che in pochi secondi ottiene una mappa retinica ad alta risoluzione.

L’OCT è un ecografo che ha sostituito gli ultrasuoni con una luce laser.

La quantità di informazioni raccolte dal raggio riflesso sul fondo dell’occhio è straordinariamente superiore: riesce a riconoscere strutture delle dimensioni di 7 millesimi di millimetro (7 micron).

Permette di visualizzare gli strati della retina, fornendone delle immagini dettagliate ed  evidenzianone le minime alterazioni.


L’OCT Heidelberg  Spectralis Blue Peak, installato presso il centro del dr. PANICO,  è uno strumento UNICO per l’imaging della retina.

oct heidelberg

E’ un tomografo a dominio spettrale che combina un OCT spectral domain con una tecnologia a scansione laser confocale.

Questa tecnologia abbinata all’eye tracking attivo e alla autofluorescenza laser blu ci fornisce oggi uno strumento SENZA EGUALI per la diagnostica avanzata della retina.

1. Effettua 40.000 scansioni al secondo con il dettaglio più piccolo misurabile di POCHI Micron (esame istologico in vivo).

2.  La funzione Auto rescan permette all’OCT SPECTRALIS di posizionarsi negli stessi punti, nei controlli successivi dello stesso paziente, riuscendo a cogliere variazioni dell’anatomia retinica con un dettaglio di 1 micron.

Questo può far capire la sua utilità nel rilevare qualsiasi peggioramento di maculopatie, pucker,  edemi e fori maculari,  coroiditi sierose centrali,  retinopatie diabetiche e non,  glaucomi.
 

retinopatie diabietiche

IMMAGINE OCT DI DEGENERAZIONE MACULARE SENILE NEOVASCOLARE


LA FLUOROANGIOGRAFIA

La FluoroAngioGrafia retinica (FAG) può essere raccomandata, soprattutto nei casi controversi, dove si sospetta l’esistenza di più patologie, anche se spesso se ne abusa.



La fluorangiografia comporta l’iniezione di un mezzo di contrasto nel braccio e lo scatto di fotografie del fondo oculare per vedere la distribuzione del colorante fuori dai vasi danneggiati.
I coloranti usati sono la fluorescina sodica per la routine e più raramente il verde d’indocianina per approfondimenti particolari.
Molto raramente possono verificarsi fenomeni allergici.

fluroangiografia

1. immagine con indocianina (ICG)di degenerazione maculare senile
2. immagine fluoroangiografica (FAG) di degenerazione maculare senile

 

Quali rischi corrono i parenti o discendenti di pazienti con DMLE?


Quando in famiglia esistono casi di degenerazione maculare (DMLE), il rischio che un altro membro nella famiglia sviluppi la malattia aumenta di 19 volte.
Tuttavia l’incidenza dei casi famigliari è compresa tra il 5% e il 20%.
Nei parenti di pazienti affetti da DMLE in fase avanzata, le prime manifestazioni di malattia si presentano con frequenza maggiore in età precoce.
 

gemelli omozigoti

In gemelli monozigoti (con tutti i geni uguali) ad esempio, le manifestazioni cliniche sono state descritte come sovrapponibili per inizio e gravità, indicando che la componente genetica è importante.

 

C’E UN TEST PER INDIVIDUARE I FATTORI DI RISCHIO?

La conoscenza  del rischio genetico e di tutti i meccanismi che portano allo sviluppo della Degenerazione maculare, implica un’attenta e sistematica ricerca dei fattori di rischio, allo scopo di mettere a punto strategie terapeutiche per prevenire la perdita della funzione visiva.

rischio genetico

Questo giustifica un’analisi genetica dei polimorfismi per la valutazione del rischio di sviluppare la DMLE, PRIMA che si presentino i sintomi, sia nei soggetti esposti a fattori predisponenti (età, fumo, ecc.), sia in quelli appartenenti a famiglie affette.

test non invasivo bocca

Esistono oggi dei TEST, che si effettuano su campioni prelevati in modo non invasivo e totalmente indolore dalla mucosa della bocca, che permettono di individuare il rischio di sviluppare in futuro la Degenerazione Maculare (DMLE).

 

DOVE POSSO FARE IL TEST?

Il NOSTRO STUDIO si è recentemente attrezzato per offrire un servizio di prelievo di campioni dalla mucosa buccale.

introduzione amd
test genetico

A CHI E’ RIVOLTO?

E’ rivolto a tutti i PARENTI E DISCENDENTI DI PAZIENTI affetti da Degenerazione Maculare Legata all’Età e a coloro che per età, abitudini alimentari non corrette, (dieta ricca di grassi animali , povera di verdura e frutta), fumo e alcool, sono maggiormente a rischio.

degerazione maculare legata all'età
amd neovascolare
pazienti rischio clinico alto
precisione test