FORO MACULARE
Il nuovo standard della Chirurgia Vitreoretinica

La vitrectomia mininvasiva o MIVS ( Mini Invasive Vitreoretinal Surgery ) 27 gauge è l’ultima novità nel campo della chirurgia della retina e della macula.

 

Sembra essere il futuro per ogni intervento sulla retina, ed il Dr. Panico l'ha utilizzata tra i primi in Europa, fin dal 2011. Clicca qui per maggiori informazioni sulla Vitrectomia

 

Cos’ è il foro maculare?

 

il foro maculare è la formazione di un foro nella macula, cioè nel centro della retina,
La macula ha un’area di 5 mm., la cui parte centrale, detta fovea , non è più grande della capocchia di uno spillo.


Quali sono le cause del foro maculare?

 

La maggior parte dei fori maculari è idiopatica, (di causa sconosciuta), anche se Alcuni possono essere postraumatici. sono più frequenti nelle donne oltre i 60 anni. Non è noto perché le donne siano affette molto più degli uomini.

 

Quali sono i sintomi del foro maculare?

 

Negli stadi precoci i sintomi sono simili alle altre affezioni che possono interessare la macula:

 

1. calo della visione centrale
2. deformazione delle immagini (metamorfopsie)
3. infine si arriva a percepire una macchia scura centrale (scotoma centrale) .


Come si fa la diagnosi di un foro maculare?


Il foro maculare a tutto spessore va distinto dal foro lamellare, dallo pseudoforo (foro nella membrana epiretinica ma non nella retina) e dalle cisti maculari solitarie La diagnosi di foro maculare può essere fatta esclusivamente da un oculista, mediante:
1) un esame del fondo dell’occhio, previa dilatazione della pupilla.
2) Una Tomografia a Coerenza Ottica (OCT), esame moderno e non invasivo indispensabile nella diagnosi e a fornire una quantificazione del problema. L’oct è un ecografo che ha sostituito gli ultrasuoni con una luce laser e, pertanto non c’è contatto tra la sonda e l’occhio. La quantità di informazioni raccolte dal raggio riflesso sul fondo dell’occhio è straordinariamente superiore: riesce a riconoscere strutture delle dimensioni di pochi micron.

 

L’ OCT Heidelberg Spectralis Blue Peak , installato presso il centro del dr. PANICO, è uno strumento UNICO per l’imaging della retina.

diagnosi foro maculare
tomografia a coerenza ottica

Questa tecnologia abbinata all’ eye tracking attivo e alla autofluorescenza laser blu ci fornisce oggi uno strumento SENZA EGUALI per la diagnostica avanzata della retina.

1. Effettua 40.000 scansioni al secondo con il dettaglio più piccolo misurabile di POCHI Micron (esame istologico in vivo).

 

2. si posiziona negli stessi punti degli esami precedenti, ad ogni controllo successivo dello stesso paziente, riuscendo a cogliere variazioni dell’anatomia retinica con un dettaglio di 1 micron.
3. Autofluorescenza

 

Senza l’iniezione di fluoresceina endovenosa la fluorescenza laser blu dell’ OCT Heidelberg Spectralis sfrutta la spontanea fluorescenza della lipofuscina, un prodotto del metabolismo retinico, consentendo di ottenere immagini fluorescenti e seguire l’andamento delle evoluzioni delle malatttie che interessano la macula, in base a precisi pattern.


Questo può far capire la sua utilità nel rilevare qualsiasi peggioramento di maculopatie, pucker, edemi e fori maculari, coroiditi sierose centrali, retinopatie diabetiche e non, glaucomi.

 


LA FLUOROANGIOGRAFIA

 

La F luoro A ngio G rafia retinica ( FAG ) può essere raccomandata, soprattutto nei casi controversi, quando si sospetti dove si sospetta l’esistenza di più patologie, anche se spesso se ne abusa.

La fluorangiografia comporta l’iniezione di un mezzo di contrasto nel braccio e lo scatto di fotografie del fondo oculare per vedere la distribuzione del colorante fuori dai vasi danneggiati.
Molto raramente possono verificarsi fenomeni allergici.


Qual è il trattamento del foro maculare?


Nella fasi iniziali la distorsione e la diminuzione visiva sono minime e tollerabili.
 Quando i sintomi sono così importanti e invalidanti da compromettere la lettura e/o la guida, oppure, pur con sintomi lievi, ci sia una tendenza alla progressione è 
necessario intervenire. Il trattamento del foro maculare è esclusivamente chirurgico.

 

Nella fasi iniziali la distorsione e la diminuzione visiva sono minime e tollerabili.
 Quando i sintomi sono così importanti e invalidanti da compromettere la lettura e/o la guida, oppure, pur con sintomi lievi, ci sia una tendenza alla progressione è 
necessario intervenire. Il trattamento del foro maculare è esclusivamente chirurgico.

Qual è la chirurgia del foro maculare?

esame a fondo dell'occhio
vitectromia mini invasiva

Il dr.PANICO pratica una chirurgia mini-invasiva , tecnica d’avanguardia appannaggio di pochi centri in Italia ( VITRECTOMIA 27G ), consistente in tre piccolissime canule introdotte nella parte bianca dell’occhio (sclera) delle dimensioni di un ago da insulina (400 micron), all’interno delle quali scorrono micropinze, microforbici, fibre luminose e uno strumento che taglia e aspira, il vitrectomo. Questa microsonda permette la rimozione del vitreo (vitrectomia). Con molta attenzione ogni residua aderenza vitreale sulla macula viene eliminata. Con una microscopica pinza la membrana è poi “pelata” (peeling) dalla retina, previa colorazione della stessa per aumentarne la visibilità.

cavità vitreale

Alla fine dell’intervento la cavità vitreale viene riempita con aria o gas. Pertanto viene richiesto ai pazienti di stare a faccia in giù per pochi giorni, per permettere alla bolla d’aria o gas di tamponare il foro durante le prime fasi della cicatrizzazione.
Molto spesso si esegue l’asportazione del cristallino contemporaneamente alla vitrectomia, perché sappiamo che nei 3 mesi successivi all’intervento più del 50% dei casi svilupperebbe comunque una cataratta e preferiamo, in accordo con i pazienti, offrire una soluzione definitiva.
L’intervento è tipicamente effettuato in anestesia locale (iniezione vicina all’occhio) e non richiede ricovero.

 

Quali sono i risultati?

Il recupero dopo l’intervento è variabile,e dipende fondamentalmente dal grado di compromissione della retina prima della chirurgia. L’obiettivo terapeutico è, infatti, innanzitutto quello di stabilizzare la situazione, onde evitare un ulteriore peggioramento visivo.
Il successo di questa chirurgia è elevato. Più del 90% dei fori si chiude, infatti, dopo un solo intervento.
Il successo anatomico (chiusura del foro), non corrisponde tuttavia sempre ad un analogo successo funzionale visivo.
La vista, con la chiusura del foro, migliora, ma difficilmente torna alla normalità.
Più la vista è buona prima dell’intervento, più alta sarà la possibilità di miglioramento. In ogni caso il recupero visivo non potrà definirsi completo prima di 6 mesi. Alcuni casi hanno un miglioramento visivo anche dopo un anno.

 

Cosa succede dopo l'intervento di foro maculare?


Il giorno successivo all’intervento il paziente operato è sottoposto ad una normale visita per verificare che non ci siano infezioni postoperatorie precoci , che la pressione intraoculare sia nella norma e per spiegare il protocollo delle infezioni postoperatorie.
Il paziente deve avere alcune precauzioni:
• portare un occhiale da sole, perché si rimane più sensibile alla luce per qualche tempo.
• instillare colliri antibiotici per 2 settimane
• non strofinare l’occhio operato per 3 settimane
• usare di notte una conchiglia di plastica per una settimana a protezione dell’occhio
• non fare sforzi per 2-3 giorni, non prendere in braccio bambini
• evitare ambienti polverosi o malsani per 2 settimane
• dal 3° giorno è possibile radersi, lavarsi il volto, fare la doccia con cautela.
• Dormire a faccia in giù (proni) e mantenere la posizione del capo in avanti durante il giorno.
• Effettuare i 3 controlli del protocollo delle infezioni postoperatorie : il giorno successivo all’intervento, una settimana e 3 settimane dopo l’operazione chirurgica ( a seconda del periodo di incubazione dei vari germi).

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