PUCKER MACULARE
Il nuovo standard della Chirurgia Vitreoretinica

La vitrectomia mininvasiva o MIVS ( Mini Invasive Vitreoretinal Surgery ) 27 gauge è l’ultima novità nel campo della chirurgia della retina e della macula.

 

Sembra essere il futuro per ogni intervento sulla retina, ed il Dr. Panico l'ha utilizzata tra i primi in Europa, fin dal 2011. Clicca qui per maggiori informazioni sulla Vitrectomia

 

Il pucker maculare (raggrinzimento in inglese) o membrana epiretinica o maculopatia cellophane è una membrana composta da un sottile strato fibroso che si forma sulla macula (il centro della retina).
Il paziente affetto da pucker maculare avverte
1. una distorsione delle immagini ( metamorfopsia ), sia nella visione da vicino con distorsione dei caratteri durante la lettura, sia da lontano con la deformazione delle immagini guardando la televisione

 

2. una riduzione della visione centrale .

distorsioni immagini

Nelle fasi iniziali la distorsione e la diminuzione visiva sono minime e tollerabili. Quando i sintomi sono così importanti e invalidanti da compromettere la lettura e/o la guida, oppure, pur con sintomi lievi, ci sia una tendenza alla progressione è 
necessario intervenire.

Il trattamento del pucker maculare e delle membrane epiretiniche è esclusivamente chirurgico .
Il dr. PANICO pratica una chirurgia mini-invasiva , tecnica d’avanguardia, appannaggio di pochi centri in Italia ( VITRECTOMIA 25G ).

 

Come si forma un pucker maculare?

 

Il vitreo è una sostanza gelatinosa, come una marmellata, attaccato alla retina, che riempie il bulbo oculare posteriormente al cristallino.
Durante i primi anni di vita, il vitreo ha una consistenza piuttosto solida. Con il passare degli anni inizia a disidratarsi riducendo il suo volume e staccandosi lungo l’asse anteroposteriore dalla superficie della retina a livello del polo posteriore. Nella maggior parte dei casi questo distacco posteriore di vitreo , accade senza alcun effetto negativo.
Il paziente può avvertire le cosiddette mosche volanti ( miodesopsie ) ma nessun rilevante danno alla vista.
In alcuni individui tuttavia, esistono aree dove il vitreo è più strettamente aderente alla retina e, se la condensazione e lo spostamento anteriore del vitreo procedono, la retina può trovarsi sottoposta a trazione, con la formazione di danni microscopici della sua superficie.
 Si viene a formare un sottile strato fibroso conosciuto come Pucker Maculare .
Nella maggior parte dei casi, questo tentativo di riparazione che la retina adotta è lieve, si forma un sottile strato trasparente senza trazioni, con effetti negativi scarsi o assenti sulla funzione visiva.
In altri casi tuttavia, questo processo può essere eccessivo, con la formazione di una membrana opaca e spessa sulla superficie della macula . 
Il processo è comunque molto lento e tende col tempo ad autolimitarsi e fermarsi. Tuttavia le cellule che compongono la membrana possono iniziare a esibire proprietà contrattili e a deformare la membrana stessa pieghettandola. Poiché il pucker è attaccato alla retina, anch’essa inizia a deformarsi, in associazione con la progressione della malattia; ciò avviene nella parte più nobile della retina, la macula, un’area centrale del diametro di 5mm., deputata alla visione fine, indispensabile per riconoscere un carattere da un altro nella lettura o i tratti di un volto.

punker maculare

Come si fa la diagnosi di un pucker maculare?


La diagnosi di pucker maculare può essere fatta esclusivamente da un oculista, mediante:

• un esame del fondo dell’occhio, previa dilatazione della pupilla;
• una Tomografia a Coerenza Ottica (OCT), esame moderno e non invasivo, indispensabile nella diagnosi e a fornire una quantificazione del problema. L’OCT è un ecografo che ha sostituito gli ultrasuoni con una luce laser. La quantità di informazioni raccolte dal raggio riflesso sul fondo dell’occhio è straordinariamente superiore: riesce a riconoscere strutture delle dimensioni di 7 millesimi di millimetro (7 micron);

 

L’OCT Heidelberg Spectralis Blue Peak, installato presso il centro del dr. PANICO, è uno strumento UNICO per l’imaging della retina.

Questa tecnologia abbinata all’eye tracking attivo e alla autofluorescenza laser blu ci fornisce oggi uno strumentoSENZA EGUALI per la diagnostica avanzata della retina.

1. Effettua 40.000 scansioni al secondo con il dettaglio più piccolo misurabile di POCHI Micron (esame istologico in vivo).

2. si posiziona negli stessi punti degli esami precedenti, ad ogni controllo successivo dello stesso paziente, riuscendo a cogliere variazioni dell’anatomia retinica con un dettaglio di 1 micron.
3. Autofluorescenza

 

Senza l’iniezione di fluoresceina endovenosa, la fluorescenza laser blu dell’ OCT Heidelberg Spectralis sfrutta la spontanea fluorescenza della lipofuscina, un prodotto del metabolismo retinico, consentendo di ottenere immagini fluorescenti e seguire l’andamento delle evoluzioni delle malatttie che interessano la macula, in base a precisi pattern.

Questo può far capire la sua utilità nel rilevare qualsiasi peggioramento di maculopatie, pucker, edemi e fori maculari, coroiditi sierose centrali, retinopatie diabetiche e non, glaucomi.

 

• Infine una fluorangiografia retinica (FAG) può essere raccomandata quando si sospetti l’esistenza di più patologie, anche se spesso se abusa.

diagnosi foro maculare
esame a fondo dell'occhio
vitectromia mini invasiva

Qual è la chirurgia del pucker maculare?

 

Il DR. Panico pratica una chirurgia mini-invasiva, tecnica d’avanguardia appannaggio di pochi centri in Italia ( VITRECTOMIA 27G ), consistente in tre piccolissime canule introdotte nella parte bianca dell’occhio (sclera) delle dimensioni di un ago da insulina (400 micron), all’interno delle quali scorrono micropinze, microforbici, fibre luminose e uno strumento che taglia e aspira, il vitrectomo. Questa microsonda permette la rimozione del vitreo (vitrectomia). Con una microscopica pinza la membrana viene poi “pelata” ( peeling ) dalla retina, previa colorazione della stessa per aumentarne la visibilità.
 Molto spesso si esegue l’asportazione del cristallino contemporaneamente alla vitrectomia, perché è noto che nei 3 mesi successivi all’intervento più del 50% dei casi può sviluppare comunque una cataratta e si preferisce, in accordo con i pazienti, offrire una soluzione definitiva.
 L’intervento è tipicamente effettuato in anestesia locale (iniezione vicina all’occhio) e non richiede ricovero.

Quali sono i risultati?

 

Il recupero dopo l’intervento è variabile e dipende fondamentalmente dal grado di compromissione della retina prima della chirurgia. L’obiettivo terapeutico è, infatti, innanzitutto quello di stabilizzare la situazione, onde evitare un ulteriore peggioramento visivo. Più la vista è buona prima dell’intervento, più alta sarà la possibilità di miglioramento. In ogni caso il recupero visivo non potrà definirsi completo prima di 6 mesi 25 settimane. Alcuni casi hanno un miglioramento visivo anche dopo un anno.

Cosa succede dopo l'intervento di pucker maculare?

 

Il giorno successivo all’intervento il paziente operato è sottoposto ad una normale visita per verificare che non ci siano infezioni postoperatorie precoci, che la pressione intraoculare sia nella norma e per spiegare il protocollo delle infezioni postoperatorie.
Il paziente deve avere alcune precauzioni:
• portare un occhiale da sole, perché si rimane più sensibile alla luce per qualche tempo;
• instillare colliri antibiotici per 2 settimane;
• non strofinare l’occhio operato per 3 settimane;
• usare di notte una conchiglia di plastica per una settimana a protezione dell’occhio;
• non fare sforzi per 2-3 giorni, non prendere in braccio bambini;
• evitare ambienti polverosi o malsani per 2 settimane;
• dal 3° giorno è possibile radersi, lavarsi il volto, fare la doccia con cautela;
Effettuare i 3 controlli del protocollo delle infezioni postoperatorie : il giorno successivo all’intervento, una settimana e 3 settimane dopo l’operazione chirurgica ( a seconda del periodo di incubazione dei vari germi).

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